mercoledì 4 settembre 2024
CASABLANCA. IL TRIANGOLO INATTESO: RICK, ILSA... E RENAULT.
martedì 27 agosto 2024
SPOILERANDO SPOILER
Ho cominciato a pensare che fare questo corso fosse una buona idea non solo perché il titolo che mi era venuto in mente (Spoiler) suonava benissimo (suona benissimo, no?), ma soprattutto perché la mia esperienza come autore mi confermava che dai finali c’era sempre da imparare. E quindi, visto che si parte sempre dalla propria esperienza, perché non provare?
In tutte le cose che ho scritto (film, romanzi, racconti, opere teatrali) la stesura del finale ha ogni volta portato con sé domande e dubbi mai sperimentati prima. Tutte le sante volte c’è sempre stato qualcosa da imparare: una roba piuttosto seccante, se si ha la pigrizia come valore etico fondativo. Qualcosa da imparare, ergo: qualche muro contro cui andare a schiantarsi.
Poiché coltivo un’immagine leggera della pratica della scrittura, dopo lo schianto contro il muro non penso segua il tormento, la sofferenza e lo sturm und drang. Piuttosto, come nei cartoni animati, ci si scuote un po’ storditi, magari con gli uccellini che ti girano attorno alla testa, poi ci si rimette in piedi con un balzo, e si cerca una strada per aggirare quel muro. O abbatterlo. O scavalcarlo. Oppure scriverci sopra “the end” e tornarsene a casa (può capitare).
Poi c’era un’altra faccenda: ogni volta ragionare su come deve andare a finire una storia (il verbo modale non è scelto a caso), implica un ragionamento sull’inizio del racconto, sulle sue premesse a monte, e poi su tutto quello che succede in mezzo, e ancora e soprattutto su ciò che volevamo davvero raccontare, sul senso stesso di tutto. Pensi alla conclusione, ma in realtà, pensi a tutto.
L’unico rischio di impostare un laboratorio a partire dallo
studio dei finali riguardava proprio gli spoiler. E’ un peccato rovinare il
finale di certi film o libri a chi non li ha ancora visti o letti, no? Poi mi son detto che qualche rinuncia bisogna sempre farla, nel duro processo dell’apprendimento.
Mi sarei impegnato a rendere il processo meno duro possibile, o meglio, anche
duro, ma piacevole. E in cambio corsiste e corsisti avrebbero dovuto accettare qualche storia spoilerata. Che poi, diciamocelo, mantenere un segreto sui colpi
di scena delle storie oggi è davvero complicato. Io avrei fatto meno danni
di Wikipedia.
Quindi, eccoci qua. L’autunno è alle porte, anzi, è già arrivato, e a breve ritorna il laboratorio "Spoiler".
Di sicuro online, ma pian piano definiamo tutte le modalità!
E, per cominciare subito a rovinarvi un finale: ecco quello di Casablanca, regia di Michael Curtiz, con Humphrey Bogart, Ingrid Bergman e Claude Rains. Ai nomi dei due protagonisti ho aggiunto quello del bravo attore Claude Rains, che interpreta il Capitano Renault, perché… Be’, ne parleremo (continua).
giovedì 9 aprile 2020
2020 L'anno del non contatto
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| Schermi bianchi, sale vuote |
mercoledì 20 dicembre 2017
NELL'OCCHIO DI CHI GUARDA
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| Fuori dal Pantages, in attesa di una cerimonia degli Oscar, un migliaio di anni fa. |
martedì 5 luglio 2016
CLOUD ATLAS: e se Miniero e Genovese fossero i nostri Wachowski?
sabato 16 aprile 2016
L'ETERNO RITORNO (considerazioni perplesse sulla rinascita del cinema di genere in Italia)
giovedì 16 luglio 2015
MEET ME IN FRIULI
Le riprese sono terminate, e il film è partito per l'Australia per montaggio e post-produzione - il che potrebbe sembrare curioso, ma non lo è poi tanto visto che si tratta della prima co-produzione italo-australiana mai realizzata. Parlo di "The space between", il debutto come regista di lungometraggi di Ruth Borgobello, prodotto da Idea Cinema di Claudio Saraceni, Mondo Studio Films e Fantastificio, e ambientato nel nostro bellissimo e poco conosciuto Friuli (ma per tutti i dettagli tecnici e i nomi meglio consultare Imdb e FilmItalia).giovedì 12 febbraio 2015
SI SCRIVE LOW BUDGET! LEZIONE ZERO
Che cos'è un film low budget? Non è solo un film che costa poco. E' soprattutto un film in cui paghi poco chi lo fa. Alle volte non lo paghi proprio, ed ecco servito un film no-budget.
Ma tutti i film costano. Per definizione. E' vero, oggi la pellicola non è più un problema (o forse sì, ma solo per il fatto di non usarla, comunque non aprirei il dibattito), il montaggio te lo puoi fare in casa, e le videocamere digitali te le tirano dietro. Ma le voci di spesa continuano (almeno in teoria) ad essere numerose.
Uno sceneggiatore che scrive in tempi di crisi è perfettamente consapevole di questo primo fondamentale assunto:
"Tutto ciò che scriverò avrà un costo".
E se non sarà un costo in termini di soldi reali, lo sarà in termini di investimento di tempo e di lavoro da parte di regista, attori, troupe. Che è sempre una bella responsabilità.
2.
Lo confesso: ormai non riesco più a vedere i filmoni americani. E mica per questioni estetiche. E' solo che appena vedo un film americano penso: ecco, per girare questi dieci secondi hanno già speso l'intero budget del film italiano che ho appena finito di scrivere.
lunedì 26 gennaio 2015
PERCHE' E PER COME DI "SCENEGGIATURA LOW BUDGET" A OPEN
Sì. Siamo ad "Open", quindi il corso è "open".
In entrambi i casi, il problema è anche e soprattutto di chi scrive. Quindi uno sceneggiatore, che sia o meno regista, deve imparare a districarsi tra costi e limitazioni. Se no si mangerà il fegato ad oltranza, che non è il massimo.
sabato 27 dicembre 2014
UN PO' ADULTI, UN PO' BAMBINI... LOW BUDGET, LABORATORI DI SCENEGGIATURA
Credo che, oggi, in questi tempi di ristrettezze economiche perenni, uno sceneggiatore abbia solo due alternative: o diventare adulto in fretta o restare ragazzino per sempre.I ragazzini ispirano simpatia (ok, non sempre): sono anticonformisti, casinisti, capricciosi, liberi, egocentrici. Gli adulti sono più affidabili, ma anche più noiosi.
Eppure c'è poco da fare: oggi le limitazioni economiche sono tali e tante, che se non si fa emergere un po' del proprio lato maturo, il mondo dello spettacolo farà a meno di te.
Il problema è che si tratta di una piccola contraddizione: chi fa spettacolo (cinema, webseries, TV, teatro...) resta sempre un po' ragazzino. La componente del gioco è imprescindibile. Se no meglio fare un lavoro da persone serie, e poi sbizzarrirsi nel proprio tempo libero con un hobby qualsiasi.
Ma se si vuole essere bravi autori di cinema, teatro, narrativa, l'ideale sarebbe non avere bisogno di sfogare la propria parte puerile fuori dall'orario di lavoro.
Ecco qui il problema: due esigenze e l'impressione che vadano in direzioni davvero opposte. Da una parte, il fatto che i soldi che girano nel mercato dell'audiovisivo sono molti meno che in passato - quindi: 1) si guadagna di meno 2) bisogna scrivere cose che costeranno di meno, molto di meno.
Dall'altra, la necessità di continuare a restare un po' bambini, l'importanza di sognare in grande, il bisogno, per fare un buon lavoro, di rischiare, di proporre cose nuove, originali, mai tentate prima. Come fare a conciliare queste due spinte apparentemente inconciliabili?
E' anche per questo che ho pensato ai laboratori e corsi di sceneggiatura che vanno sotto il nome di "Low Budget!"Perché, per tenere insieme la nostra parte adulta e quella più sgangherata (entrambe indispensabili), la tecnica e le regolette servono ma non bastano: bisogna far propria una particolare mentalità, fatta di dedizione alla causa, voglia di rischiare, e conoscenza del mondo che ci circonda. Restare adulti e diventare bambini.
E proprio di questa mentalità cercheremo di parlare nei nostri incontri.
A breve proporremo due versioni diverse dello stesso format.
A Milano, in versione workshop, il 14 febbraio, alla Libreria Open.
A Roma, in versione corso di 20 ore, alla Libreria Altroquando, 21 e 22 febbraio, e 7 e 8 marzo.
Senza presunzione, con un approccio pragmatico, e con la voglia di tirarsi fuori dalle secche del periodo usando al meglio le uniche armi di cui disponiamo: il lavoro e il talento.
lunedì 15 dicembre 2014
WES ANDERSON E IL TOCCO DI LUBITSCH
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| Da "Ninotchka" di Ernst Lubitsch. Quando basta un cappello per spiegare un sacco di cose... |
Ecco, sono proprio le porte chiuse che mi fanno venire qualche dubbio. Le porte di Lubitsch restavano chiuse non per nascondere la realtà dei fatti (tradimenti, sesso, truffe... ma soprattutto sesso), ma per dire di più riguardo alla realtà. Un'allusione e lo spettatore capiva tutto, con doppi-tripli-infiniti sensi. Il Codice Hays c'entrava, sì, ma ricordiamo che lo stile di Lubitsch si forma prima che il Codice Hays diventi normativo. Dunque, l'allusione non era solo necessità strategica, era, almeno in parte, volontà e scelta stilistica.
Il mio sospetto è che, invece, le porte chiuse di Anderson non servano a dire di più, ma proprio a omettere di più. Penso a quello stiloso di Wes Anderson, e ho sempre più la sensazione che il ragazzo non sia poi tutto questo compagnone. Altro che porte chiuse: qui si tratta di serrature a doppia mandata. Un mondo opaco.
Parlare di opacità in Lubitsch, d'altra parte, sarebbe assurdo. Per lui il mondo era conoscibile, non c'è alcun mistero: il gioco di specchi serve a farci divertire di fronte alle nostre stesse assurdità, non a mistificare una realtà opprimente e sgradita.
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| "Mancia Competente", ombre sul letto... |
Di certo c'è qualcosa di idiosincratico nell'universo sociale del regista texano. Misantropia forse non è la parola giusta. Indisponibilità a livello umano, invece, sarebbe un eccesso interpretativo.
Sinceramente, però, così come lui non ha voglia di dire di più, non so se io ho voglia di approfondire. Ci sono autori aperti e autori chiusi. A ciascuno il suo. Detto questo, forse Anderson ha provato davvero a rifare Lubitsch, forse no, di certo non ha ripetuto il miracolo di quell'arte perduta. Il tocco di Lubitsch, autore che continua a sorriderci malizioso e senza bronci, era dietro un'altra porta chiusa.
(martedì 16 dicembre, ore 20 e 30, Saronno, Libreria Pagina 18, a cura dell'Associazione Verbanova, per Lezioni di Cinema: "Grand Budapest Hotel")
mercoledì 10 dicembre 2014
INCONTRI DI CINEMA A SARONNO: GRAND BUDAPEST HOTEL
venerdì 28 novembre 2014
A ME BASTAVA UNA CRAVATTA... OMAGGIO A WOODY ALLEN
"Sarà il mio regalo di Natale."
"...Ma a me bastava una cravatta."
Venite numerosi! (Prendo una percentuale sugli incassi.)
martedì 11 novembre 2014
IL TITOLO E' PROVVISORIO... I PODCAST!
Ecco, nell'ordine, gli intervistati: Vincent Spasaro (puntata 1), Viola Rispoli (puntata 2), Andrea Nobile (puntata 3), Stefano Rovatti (puntata 4), Chiara Laudani (puntata 5), Cristiana Astori (puntata 6), Giacomo Lopez (puntata 7).
Buon ascolto!
sabato 8 novembre 2014
LEZIONI DI CINEMA A SARONNO: "HER"
| Joaquin Phoenix, in "Her" |
lunedì 3 novembre 2014
SCRIVERE E' RISCRIVERE, CORSO DI (RI)SCRITTURA CREATIVA
lunedì 27 ottobre 2014
LEZIONI DI CINEMA A SARONNO: "GRAVITY"
Oggi, martedì 28 ottobre 2014, alle 20 e 30, primo appuntamento con Lezioni di cinema, una serie di chiacchierate su film e varia umanità a cura dell'Associazione Verbanova. La sede è la libreria Pagina 18 di Saronno, la prenotazione è consigliata ma non obbligatoria. Si comincia con Gravity, il film di Alfonso Cuaròn vincitore di sette premi Oscar. Meglio di così...
giovedì 16 ottobre 2014
LOW BUDGET! UN CORSO DI SCENEGGIATURA DANNATAMENTE INNOVATIVO
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| The Blair witch project, la storia di una ragazza che non aveva fatto il corso di sceneggiatura per film a basso costo. "Perché non l'ho fatto? Perché?!" |














